venerdì, ottobre 17, 2008

Oibhò


Ho sagomato il kalendario digitale. Accertandomi ke fosse tempo d'inquietudini, riskontrandone l'assenza, quasi accettando remessivamente sorridente la buka all'appuntamento. Ke ne possa intuire i motivi è del tutto irrilevante, autokompiacente, totalmente insensato, razionalmente deviato. Skriverne e kostatarne finisce per stendere nuove spirali viziose al riguardo, viti autoalimentate, probabilmente kon una fine ke son stanko di cerkare. Affosso l'assioma, rifuggo le tesi, sbigottisko davanti a ciò ke sto skoprendomi kapace di non fare. Una ripresa di inkoscienza ke kredevo appartenuta e ke inversa m'è stata pratikamente skonosciuta o immemorabilmente kongenita.
La sostenibilissima leggerezza dell'essere.

Ho who bends to himself a Joy
Doth the winged life destroy;
But he who kisses the Joy as it flies
Lives in Eternity’s sunrise.

William Blake

2 commenti:

Anonimo ha detto...

A-MAT.cor'd' amar....







Crì : )

M. ha detto...

non sapevo che scrivessi :)