lunedì, gennaio 21, 2008

"Contengo in me 1 bestia,1 angelo e 1 pazzo"


Mi ci vogliono dieci paradossi

Per ricomporre in me una verità,
Dieci radici contorte che si accoppiano
Dentro la terra per fare una radice unica
Che spingendo da sotto i suoi germogli verdi
Non strangoli la luce; e non potrà tradurre
La verità dal mormorio epilettico notturno,
Come mai le radici potranno consentirsi
Di generare il frutto finchè vita e morte
Non siano cancellate, il primo e l’ultimo
Dei paradossi non siano cancellati.

E poichè sono un uomo, il paradosso insiste:
Sono l’unico uomo che vive fra gli spettri,

L’unico spettro a vivere fra gli uomini;

Sono l’unico eletto, e l’unico negletto fra le nebbie.
C’è in me la sfrontatezza dell’uomo e della donna,

E tuttavia ho recitato la parte dell’eunuco
A tutte le passioni, non avendo sesso

E tutti i sentimenti raggelati.

Finchè la vita è morte non ci sarà ragione,

Finchè la vita e la morte non si uniscano.


Dylan Marlais Thomas, Poesia 39

3 commenti:

Motita ha detto...

Poesia matura, non una o questa, solo poesia.

Matura.

Ciao

Morelia

L'io che si firma 'anch'io'. ha detto...

IL SUONO DEL SILENZIO

Salve oscurità, mia vecchia amica

ho ripreso a parlarti ancora

perché una visione che fa dolcemente rabbrividire

ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo

e la visione che è stata piantata nel mio cervello

ancora persiste nel suono del silenzio

Nei sogni agitati io camminavo solo

attraverso strade strette e ciottolose

nell'alone della luce dei lampioni

sollevando il bavero contro il freddo e l'umidità

quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon

che attraversò la notte... e toccò il suono del silenzio

E nella luce pura vidi migliaia di persone, o forse più

persone che parlavano senza emettere suoni

persone che ascoltavano senza udire

persone che scrivevano canzoni

che le voci non avrebbero mai cantato

e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

"Stupidi" io dissi, "voi non sapete

che il silenzio cresce come un cancro

ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi,

aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi"

Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia,

e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio

e la gente si inchinava e pregava

al Dio neon che avevano creato.

E l'insegna proiettò il suo avvertimento,

tra le parole che stava delineando.

e l'insegna disse "le parole dei profeti

sono scritte sui muri delle metropolitane

e sui muri delle case popolari".

E sussurrò nel suono del silenzio

Anonimo ha detto...

Non ti stupira' sapere alcune parti della poesia mi chiamino in causa.

Una soprattutto.

Cris.