

Mai Vostro

Ogni passo mi rende diverso, ogni repressione più libero.
Integerrimi sessisti bastardi, inflessibili skiavi della legalità a tutela del potere, mi si son avvicinati in un torrido post-pranzo di luglio per dimostrare kome i borderline debbano tenersi lontani da certe zone residenziali. Mani ovunque, cervello in kontumacia, rivendikata arguzia palesemente konfutabile ma sotto il riskio dell'aggravante del kapo d'imputazione.
I miei konfini della bokka in delirio di movimento tra kontrazioni di denti, sedar di lingua e inarkar di sorriso. L'attenzione metodika e figlia dell'esperienza in ogni bordo d'espressione.
Adesso ho un'auto in meno e una bici in più.
L'inkoscienza beffarda di domandare al mio aguzzino da ki si sarebbe fatto riakkompagnare avesse potuto scegliere tra il parko di koloro ke mi attendevano fuori da un carillon ariakondizionato ke si ostinano a kiamare kommissariato. Pensate davvero ke non mi sia balenata per la testa l'idea ke io fossi solo l'appariscente mezzo per trasformare una giornata troppo torrida da passare in strada in un pomeriggio in kui redigere verbali inutili ma in posti refrigerati?
Non esiste libertà dove esiste stato.
Non rikonosko la legge ma solo la mia morale.
Il potere è dell'uomo per l'uomo, dell'uomo sull'uomo. Accettare la subordinazione ad una gerarkia implika la kanalizzazione della frustrazione su koloro ke si suppone essere socialmente e gerarkikamente subordinati.
Konstatare la totale mankanza di konseguenze etiko-umorali, la latitanza di sintomatologie di pentimento e rimorso, rende le bestie furiose e nell'impassibile s'accende il kalore della sovversione.
Essere intokkabile anke se non nel korpo.
Potete avere la mia patente e la mai auto, la mia fedina e il mio tempo.
Ma non potrete mai avere la sovranità sulla mia testa.
Voi siete skiavi e io ciò ke non potrete mai essere.
Non saluto, non ringrazio, non ossequio e non imploro.
Pago il prezzo di vivere nel posto sbagliato.
Per vivere da larve armate invece un posto vale l'altro.
Non mi avrete.


Appunto spille di kokorita
Fragori sintetici, kampanelli ossidati, brankolano pensieri estatici su konfini rinnegati, su apolidi reietti, alibizzati kosmopoliti, eternauti del disagio, miniaturisti e certosini dell'autodeflagrazione. Notte affacciata sul baratro dell'estate, zanzare palindrome, kolar di pipistrello, annaspar di lucciola, serpeggiar di fiato a morder kontorni di quadri incisi kon la parte "sbagliata" del pennello. Libero Pensiero in Libera Terra. Astronauti adesso. Voraci divoratori d'Universo, introspettori psikedelici, mondi sommersi, immersi in diversi, perversi e persi in versi di tersi cieli ebbri d'assenzio. Silenzio. Kontemplo in distratta attrazione inversa equilibri sintattici di kolline kaotike, gioki di terra, sobillar di vigne tra armonike d'ulivo e kontrabbassar di grano. Imballo la mia patetika fiducia nell'umanità e rimbokko gl'angoli del fagotto. Sento squittire il kulto dell'apparire e stridere al kontrasto kon l'essenza. Bofonkiare gli onesti senza talento e arrosparsi il petto sperando di inalare idee. Stringo i lacci e piovono gli dei. Stasera non mi interessate. Sono troppo pieno di me.

"Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell' ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,improvvisamente ciascuno ricorda -
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere -
la melodia del violinista pazzo."Da -Il Violinista pazzo-, F. Pessoa
Ci sono un uomo, un gatto e una notte d'acqua.Il gatto dorme e l'uomo sogna.
Cerka i suoi passi liquidi sulla soglia tra sogno e veglia.
Ha sognato di gocce ke si facevan skrosci e d'acqua nell'acqua, di parole kondivise ke si facevan bolle e da bolle surfavano morbide inflessibili onde.
Allunga il suo orekkio ma l'assenza liquida trasforma in fragore muto un silenzio inutile.
La notte è ovunque e il gatto frinisce.
Allunga la mano e decide di far skrosciare la radio.
Ci sono un uomo, un gatto e una notte d'acqua.
-Diskostati- disse. Il gatto soppiantò le sue kredenze e si ritagliò uno spikkio di felicità.