giovedì, marzo 27, 2008

D'On.Ki? - Shoot!

Piacere / Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il Muratore e mi spacco le nocche
da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un Chopper
invece io passo la notte in un Bar Karaoke
se vuoi mi trovi lì / tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio Sangue
un soggetto perfetto per Brahm Stoker
TU
che ne sai della vita degli Operai
io stringo sulle spese / Goodbye Macellai
non ho salvadanai da Sceicco del Dubhai
mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a Snai
io sono il pane per gli usurai ma li respingo
non faccio l’Al Pacino / non mi faccio di Pachinko
non gratto / non vinco / non trinco / nelle sale Bingo
man mano mi convinco

che io sono un Eroe
perchè lotto tutte le ore
sono un Eroe
perchè combatto per la pensione
sono un Eroe
perhcè proteggo i miei cari / dalle mani dei Sicari / dei cravattari
sono un Eroe
perchè sopravvivo al mestiere
sono un Eroe
straordinario tutte le sere
sono un Eroe
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere

Stipendio dimezzato / o vengo licenziato
a qualunque età io sono già fuori mercato
fossi un ex SS novantatreenne / lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera
bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde / vado in bianco / ed il mio conto è in Rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera ?
SU
vai / a vedere nella galera / quanti precari / sono passati ai mal’affari
quando t’affami / ti fai / nemici vari
se non ti chiami Savoia scorda i Domiciliari
finisci nelle mani di strozzini / ti cibi
di ciò che trovi se ti ostini a frugare i cestini
ne l’Uomo ragno ne Rocky ne Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei Bambini

Per far denaro ci sono più modi / potrei darmi alle frodi
e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
c’è chi ha mollato il Conservatorio per Montecitorio
lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
io vado avanti e mi si offusca la mente
sto per impazzire come dentro un Call Center
vivo nella camera 237 / ma non farò la mia famiglia a fette
perchè sono un Eroe.

Caparezza, Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)

martedì, marzo 18, 2008

Moralità-Inversa

"Apporre una X per votare può essere motivo di esaltazione per un analfabeta, piuttosto insufficiente per un acculturato e assolutamente inutile, dannoso e offensivo per un anarchico"
(Altipiani Azionanti)


Non son solito parlar di partitokrazia. Di questo inguardabile ammasso di lingue viscide ed eklettike, kapaci al kontempo di frustare e igienizzare. Di sorcetti in doppiopetto sguiscianti e pantagruelike e rigurgitanti orge di fantastilismo. Ma stavolta farò un'eccezione.

Bilance elettorali offrono skoncee i loro piatti kome piedistalli per tronfi assertori dell'-Io sono il bene komune-. Askolto voci sibilline ke diskiudono squarci visionari su dipinti passati e le stadere si fanno Malgoverno, i notabili diavoli e le kondanne eterne.

Pesi e misure. Latrine morali bonifikate in assetto antisommossa da inermi e korazzati tutori dell'ordine kostituito. Divise impekkabili nel loro sfacciato autogiustifikazionismo: feroci e spietati in kampagna elettorale, solidali tra ratti in ogni intokkabile protezionismo parlamentare. Vestono e si fanno vestire da "stilisti" identici. Sarti sbavanti ke kuciono vesti kommisurate agl'interessi dell'avventore. Skoprendo ke ki non varka la soglia inizia a koltivare il desiderio del nudo. Dello spogliarsi del fetore konservatore della "demokrazia" ad ogni kosto, anke a quello di non averla. Nel nome di quella partitokrazia ke l'ha sempre ripudiata. Burattini autonomi vedo loro vedere i nodi ke si aggrovigliano sopra la propria testa, e per ognuna di quest'ultime ke kade, mitologikamente koerente, la politika ne rigenerà altre. Burattini e ventriloqui. Dall'ombra dirigono e doppiano. E da pulpiti abbandonati dalla morale sventolano oscena la bandiera della kosa pubblika e preannunciano la kalata barbarika dell'antipolitika.

Antipolitika. Kome se questa la fosse. Dopo 20anni di lobotomizzazione, sotto i morsi dell'insoddisfazione materiale, abbandonato il torpore tiepido del benessere degli anni 90, dei pikkoli imprenditori evasori e kontenti, degl'operai kol cellulare, dei bambini farciti di Ratalin, del Prozac kome le smarties... dopo tutto questo...

L'antipolitika è quella ke porta nella kabina elettorale.

Buon non voto a tutte/i.

giovedì, marzo 13, 2008

Kon-Korso Di Kolpe


"Un occhio osserva, gli altri sentono."

Paul Klee

giovedì, febbraio 28, 2008

Konseguenze d'Ombra


Trafugai pianeti
e subornai le stelle.
Annodai
alkimie di dolore
in origami
di kolore e treni;

il buio sbadigliò kompunto.

Kontorsioni affilate
recisero
finalmente
lo stelo della notte.

Night.Fight.Light.

Restai immobile e liquido.
Guardai me guardarmi:
mordere i konfini del tempo;
perder angoli di labbra.

Ritmike in levare
di sasso e latta.
Sobillar di mani,
Koreografie d'ombra.

Sorrisi&Rabbia
in kalici d'orkidea
s'abbandonano a korrenti
di kappuccio e vento;
Dissolvenze,
Delirio.
E una biglia in spirale
oltre la linea della vita.

OneNightSpray

martedì, febbraio 26, 2008

Relatività&Legalità


Io.
-Una Becks-.
Lui.
-5 Euro-
Io.
Silenzio
Lui.
-Ke c'è?-

In effetti niente. Solo uno strasciko. Perverso infondo.
Kontinuo a domandarmi perkè non abbia avuto almeno il buon gusto di indossare quantomeno un passamontagna.

Non finirò mai di sorprendermi di quanto sia relativo il koncetto di legalità.

venerdì, febbraio 15, 2008

DiMe,DiSe&D'altreSciokkezze


Ho fiducia in tutti gli animali
ma adoro specialmente
i cani in concerto

Eccomi qui, che leggo semi-legalmente
a voi, canilupo e cani da caccia

Un procione sgattaiolò dentro
eludendo il bigliettaio
Una giacca di cuoio calzante come un guanto
come il cappuccio di un falcone
sgusciò su di una sedia

Ricordo ancora quella pelle sinuosa
che anelava all'infiochirsi delle luci,
il suo sbadiglio slogamascelle
come la spaccata di un'acrobata
benedetta da "La Belle Dame" di Blok
che inarca la schiena
Una cagna allungò le zampe
come le gambe di una chaise-loungue.

La sala è muschiata di Marijuana,
cane pazzo dai mille occhi
come nelle visioni
apocalittiche di San Giovanni.
Mille occhi -
Che affare per i fabbricanti di lenti a contatto!

Burocrati, vi venga una accidente!
Un poeta sta ululando.
Ferlinghetti, cappello di pecora -
lupo rosso, in pelle di pecora grigia,
Agnello vestito da lupo,
si accende uno spinello con il mandato di cattura.
In tempi di Giudizio, un mandato pende su tutti noi.
Compresi maschi e cagne.

Ispida generazione, toccherà a noi il giudizio
se Dio non vuol giudicare
quelli che ci impiccano nei supermarket
quelli che fanno come dei Giuda
e hanno un bel tornaconto!
Perciò ero lì, assassino della Parola,
e la mia giacca scricchiolava -
pelle di mucca imbottita d'anima.

Chissadove le sue sorelle muggivano
in mungi-messimpiega elettrici.

Medagliette medievali di cani-soldati
brillano al petto dei cani.

A te, trasudante profumo,
sto gridando l'amore
di un randagio di Mosca senza orecchie
che non ha medaglie.

Eppure canto meglio di una cagna
e se dessi un concerto
tutti quei Caruso si venderebbero il fegato
per la mia Voce del Padrone

Vecchio Vagabondo, vecchio Fido -
Loro Capivano senza traduzione -
perchè la natura della poesia
non è nella grammatica ma nelle viscere.

Loro Capivano senza traduzione,
Senza vocabolario Inglese-Russo -
solo la lingua del cielo e dei campi
e i luoghi dove la musica
non ha mentito.

Loro Capivano respirando a fondo.
Prima che la Parola fosse Dio
luna e cane fra loro si capivano.

Voglio essere capito
E a quelli che son sordi alla poesia,
spiegherà tutto un collie di sei piedi,
a zanne nude!

AndreJ Voznesenskij, Apocanisse

martedì, febbraio 12, 2008

Uniko&Mio

"Dio e l'umanità non hanno riposto la loro causa che in se stessi. Epperciò voglio riporre anch'io in me stesso la mia causa, io, che, al pari di Dio, sono nulla per ogni altra cosa, e per me sono il mio tutto, l'unico. Se Dio e l'umanità son ricchi abbastanza per esser tutto a se stessi, io sento che a me manca ancor meno e che non potrò lagnarmi della mia vanità. Io non sono il nulla del vacuo, ma il nulla creatore, il nulla dal quale io stesso creo ogni cosa. Lungi dunque da me ogni causa, che non sia propriamente e interamente la mia! Voi pensate che la mia causa debba essere per lo meno la buona causa? Ma che buono, ma che cattivo! Io sono per me stesso la mia causa, ed io non sono nè buono nè cattivo. Tutto ciò per me non ha senso alcuno. Il divino è cosa di Dio, l'umano dell'"uomo". La mia causa non è divina nè umana, non è la verità, non è la bontà, nè la giustizia, nè la libertà, ma unicamente ciò che è mio: e non è una causa universale, bensì unica, come unico sono io. Nessuna cosa mi sta a cuore più di me stesso."

Max Stirner, L'Unico e la Sua Proprietà

Mi trascino tra viscidi untori di sorrisi ipokriti.
E appestati lobotomizzati nell'estasi del kontagio.
Spleen


domenica, febbraio 10, 2008

Libretto dell'Assenze (an-notate)

(Smashing Punkins - Milano 2 Febbraio 2008)

Tatto Instabile. Carta gialla.

Tratto Indelebile. Kina nera.

Forma Morbida. Doppia Stella.

Bordi strappati. Kollante alkemiko.


Bandiera rovescia.

Un biglietto. Probabilmente.

Senza esse. Per una volta.

Senza utilità. Necessariamente.


Kome in una metodika e certosina
ricerka di inappuntabile imperfezione.
Appoggiato tra pagina e lenzuola.

Ripetendomi e Ripetendosi.


"Insolente al di là del sopportabile
e strafottente nella più assoluta imprevedibilità
qualunque cosa abbia detto o scritto

ha sempre rivelato
il dono
di non dire
mai una sciocchezza".

Inevitabilmente Kaso.
Ordinatamente Kaos.

Ankora una volta,
mai necessariamente:

A/R

Senza Firma.
Senza Giustifikazione.
Qui.
(10 Febbraio 2008)

giovedì, febbraio 07, 2008

Tricks&Loops

"Amou daquela vez Como se fosse a última
Beijou sua mulher Como se fosse a última
E cada filho seu Como se fosse o único
E atravessou a rua Com seu passo tímido
Subiu a construção Como se fosse máquina
Ergueu no patamar Quatro paredes sólidas
Tijolo com tijolo Num desenho mágico
Seus olhos embotados De cimento e lágrima
Sentou prá descansar Como se fosse sábado
Comeu feijão com arroz Como se fosse um príncipe
Bebeu e soluçou Como se fosse um náufrago
Dançou e gargalhou Como se ouvisse música
E tropeçou no céu Como se fosse um bêbado
E flutuou no ar Como se fosse um pássaro
E se acabou no chão Feito um pacote flácido
Agonizou no meio Do passeio público
Morreu na contramão Atrapalhando o tráfego..."

Chico Buarque, Construçao

"Amò quella volta come se fosse l'ultima
Baciò sua moglie come se fosse l'ultima
E ciascun figlio suo come se fosse l'ultimo
E attraversò la via col suo passo timido
Salì la costruzione come se fosse macchina
Tirò su all'ultimo piano quattro pareti solide
Mattone su mattone in un disegno magico
I suoi occhi velati di cemento e lacrime
Sedette per riposare come se fosse sabato
Mangiò fagioli e riso come se fosse principe
Bevendo e singhiozzando come se fosse un naufrago
Ballò e rise come se ascoltasse musica
E inciampò nel cielo come se fosse un ubriaco
E fluttuò nell'aria come se fosse un passero
E si arrestò al suolo come se fosse un fardello flaccido
Agonizzò nel mezzo del passaggio pubblico
Morì contromano intralciando il traffico"

mercoledì, febbraio 06, 2008

PsikoNauti


Le terapie di gruppo si basano sul bislakko koncetto di kondivisione kome liberazione.

Una tesi del genere presuppone presunti equilibri dissennati e autoreferenziali dei partecipanti.

E' altresì evidente ke una terapia verbale, di tipo arteterapeutiko, ke può scientifikamente sfociare nello psikodramma, dovrebbe essere materia in kui inkauti eternauti, fraterni e svegli per quanto improvvisati, sarebbero invitati ad addentrarsi kautamente.
Non tanto rispettosi quanto prudenti nei konfronti di menti perverse e inquiete. Il prezzo da pagare per un tentato e mankato konforto è la kondivisione inversa.

Il koncetto di libertà è metafisika.
Il modo di viverla o di viverne l'assenza disadattamento.

Sostenere ke la terapia di gruppo sia ineffikace è un becero millantare.
Prender koscienza d'aver kondiviso le proprie inquietudini appaga.
Konstatare il talento di kui dispongo nella diffusione osmotika di queste non ha prezzo.

"If you could read my mind love
What a tale my thoughts could tell
Just like an old time movie
bout a ghost from a wishin well
In a castle dark or a fortress strong
With chains upon my feet
You know that ghost is me
And I will never be set free
As long as Im a ghost that you cant see"

Gordon Lightfoot, "If you could read my mind love"

martedì, febbraio 05, 2008

So Far So Good


Derive psikoattive inkantano.
Prefissi d'autodistruzione

onnodano krocikki d'acqua,

singhiozzi d'autokonservazione

affondan andature portanti
su pance piatte.

Le inversioni si fanno spirali.
Lego sirene all'albero,
sciolgo l'albero.
Fiokko.


Fuoribordo da giullare,

sonaglio in One Drop;

spingo il
traverso
oltre i diritti di rotta,
parlo kon me stesso,

soffio.


Polene estatike,

inutili e irresistibili,
finiskono viaribili suadenti
d'equazioni didaskalike.


Kartografia:

appallar mappe,

desiderar senzarotta,

brandir le stelle.

domenica, febbraio 03, 2008

Diario dello S3Gatto

Il tasso kon la bomboletta ha perkosso l'ingresso e ha dilaniato la stanza da thè. Le madamadukesse hanno appeso guanti di zukkero filato alle pendici del kamino. Hanno atteso senza ansia ke fosse dato inizio alle danza per poter finalmente battere il tempo su pelli tese di metronomi antropomorfi. La notte diskostava le palpebre del baldakkino mentre lune azzurre hanno vestito di porpora sospiri indomiti, konati di galera e vikoli dismessi. Il tasso s'è assopito in uno starnuto di spray, le tazze son kolate a pikko, le dosi; bradipi sommersi avvinti e avvolti han graffiato soffitti di giardino notturno e grekale.

Omero osserva ankora il cilindro della lavatrice kome fosse un kaleidoskopio e a nulla serve rikordargli d'esser cieko.

Di me ke resta?
Una domanda inutile per enigmisti ke s'ostinano a kredersi dottori.

venerdì, febbraio 01, 2008

A volte.

A volte qualcuno rimane.

Di poesia mi reputo un antico drogato

(iniziai per solitudine a quattordici anni
con spinelli in terza rima a sedici mi bucavo
versi sciolti più tardi m'iniettai -quel tanto-
parolelibere in esperienze neoformaliste)

Da tempo mi coltivo (solitario) la roba
Non soffro crisi d'astinenza evito cauteloso
L'overdose

M'affratello ai clandestini della parola
Ai tossicopoesiomani ai liricodipendenti

Di poesia mi reputo un antico drogato
Agli indifesi in più plaghe temuti dal potere
Mentalmente perquisiti destinati a campi
Di deconcentrazione

E’ canapa indiana la parola e cresce
In terra di libertà parola trasmutata
Risignificata – vena musica fionda – era
In principio

Sarà anche alla fine

(a volte qualcuno rimane accartocciato
in un angolo accanto a versisiringa a volte
poeti si muore)

Lucio Zinna, A volte qualcuno rimane

giovedì, gennaio 31, 2008

Alambikki&Kontorsioni

Non è facile sopravvivere a Se Stessi.
Specie quando si possiede un Ego fameliko.

"Parole, colori, luci, suoni, pietra, legno,
bronzo appartengono all'Artista.
Appartengono a chiunque sappia usarli.
Saccheggiate il Louvre!"
(William S. Burroughs)

mercoledì, gennaio 30, 2008

lunedì, gennaio 28, 2008

Burning Bright...

Come closer and see
See into the trees
Find the girl
If you can
Come closer and see
See into the dark
Just follow your eyes
Just follow your eyes

I hear her voice
Calling my name
The sound is deep
In the dark
I hear her voice
And start to run
Into the trees
Into the trees

Into the trees

Suddenly I stop
But I know it's too late
I'm lost in a forest
All alone
The girl was never there
It's always the same
I'm running towards nothing
Again and again and again and again

A Forest, The Cure

sabato, gennaio 26, 2008

Dita Altrui


A volte. Mentendo. Skerzando. Forse. Sorridendo.
Sottotitolo:
"Le opere in collaborazione si possono scrivere in due modi. Il primo è detto a mano inerte: un tale, incapace di scrivere, chiede ad un altro individuo di guidargli la mano. In tal caso, il risultato è un disastro: le opere presentano un aspetto estremamente disdicevole. Il secondo metodo è detto a mano forzata: la lotta fra due volontà produce una notevole deformazione dell'istinto dell'accoppiamento che risulta totalmente informe; si scorgono macchie o lacerazioni di carta."
("Stesura a due mani", -Frau Teleprocu-, R.Wilcock-F.Fantasia)

mercoledì, gennaio 23, 2008

Elementanzioni

Bandiere kome Gabbie.

Orge spettrali. Kanoni inversi in kalamitazioni kolme e kolanti, kalkate e kalkanti.

Acqua. Mare. Attrazioni e Astrazioni a Tratti Distratti.

Terrazze dirompono su quieti dirupi di ginestra, squame, burroni e kartine, rinkorse e salti di palo, fraske di rosmarino, singhiozzi di merito, kadute e voli, salti senza rete e voli oltre questa; graffiti e deja vu, kontorsioni e ghiaccio, pieghe, kolla, kollante e rullante, kassa, kontrokassa e violoncello, battere e levare, levare per mettere, andare per tornare, elezioni senza elettori ed eletti dialetti letti voluti in diletti letti indorati da asinkronie di marea.

Riot Quantiko in Paradigma di Systema.

Siedo e annodo linee di orizzonte in bikkieri di polikromie.
Torre di sfondo. Arrokko vibrazioni di kolore e mastiko nuvole di vetro.
Kado ogni volta ke mi siedo e kado ogni volta ke non kado.

Gabbiani stuprano cieli improbalpabili ebbri del potere di decider nella voluttuosità del kogliere e del momento, in umori kadenzati, in danze immobili, se farsi anatema o amante. Sogno unghie metallike su barattoli di sogni, tintinnar di falangi e bankettar di parole. Pentatonike negli spiccioli dell'onde e fomentatori dell'inquietudine dissertar di sale nell'ombra dell'acqua nell'acqua. Akrobati delle predestinazioni e kolletti bianki della volontà derisa.

Sobbalza il quadro, dissolve, kompone. L'Acqua è una biglia tra kiglia e konkiglia, skaglia la sveglia per miglia e miglia, lascia e ripiglia, spariglia, skompiglia, Fuoko di paglia prende ke è una Meraviglia, veglia la soglia. Voglia.

Scivoli antitetici e antigravitazionali in parallele opposte e komposte, tentate riposte, finite risposte.
Furiosi cilindri di Vento in una bonaccia estatika, dentro e fuori in kollimante kollisione, kollasso e implosione. Fucina di strappi nel palmo di mano e baritonali flessuosi e fluenti arrampikano il sole ke, ormai skomparso, può essere intuito. Flussi di koscienza.

Ventre di skiuma, sobillar di sabbia, grakkiar di skoglio, ventriloquar d'anfratto, skrikkiolar di brezza, frusciar di legno, sordità d'alga, frustar di ciottolo e postillar d'onda. Ritmike, korde, fughe fuggenti da spiagge e lustri passati da poko, fuggir per esser cerkato, restare per skappare, skappare per skappare, inkappare in fughe e sublimazioni di queste. Quindici anni a koltivar inquietudini per sillogismi, assonanze, allitterazioni e konsonanze dal dono di sintesi. Inverno. Libertario kova alibi di freddo e spazio per gabbiani reietti, e gabbiani. E reietti.


"To put meaning in one’s life may end in madness,

But life without meaning is the torture
Of restlessness and vague desire
It is a boat longing for the sea and yet afraid." E.L.M.

lunedì, gennaio 21, 2008

"Contengo in me 1 bestia,1 angelo e 1 pazzo"


Mi ci vogliono dieci paradossi

Per ricomporre in me una verità,
Dieci radici contorte che si accoppiano
Dentro la terra per fare una radice unica
Che spingendo da sotto i suoi germogli verdi
Non strangoli la luce; e non potrà tradurre
La verità dal mormorio epilettico notturno,
Come mai le radici potranno consentirsi
Di generare il frutto finchè vita e morte
Non siano cancellate, il primo e l’ultimo
Dei paradossi non siano cancellati.

E poichè sono un uomo, il paradosso insiste:
Sono l’unico uomo che vive fra gli spettri,

L’unico spettro a vivere fra gli uomini;

Sono l’unico eletto, e l’unico negletto fra le nebbie.
C’è in me la sfrontatezza dell’uomo e della donna,

E tuttavia ho recitato la parte dell’eunuco
A tutte le passioni, non avendo sesso

E tutti i sentimenti raggelati.

Finchè la vita è morte non ci sarà ragione,

Finchè la vita e la morte non si uniscano.


Dylan Marlais Thomas, Poesia 39

sabato, gennaio 19, 2008

Intuizioni Appese al Pennello

Wiggle, wiggle, wiggle like a gypsy queen,
Wiggle, wiggle, wiggle all dressed in green,
Wiggle, wiggle, wiggle 'til the moon is blue,
Wiggle 'til the moon sees you.

Wiggle, wiggle, wiggle in your boots and shoes,
Wiggle, wiggle, wiggle, you got nothing to lose,
Wiggle, wiggle, wiggle, like a swarm of bees,
Wiggle on your hands and knees.

Wiggle to the front, wiggle to the rear,
Wiggle 'til you wiggle right out of here,
Wiggle 'til it opens, wiggle 'til it shuts,
Wiggle 'til it bites, wiggle 'til it cuts.

Wiggle, wiggle, wiggle like a bowl of soup,
Wiggle, wiggle, wiggle like a rolling hoop,
Wiggle, wiggle, wiggle like a ton of lead,
Wiggle - you can raise the dead.

Wiggle 'til you're high, wiggle 'til you're higher,
Wiggle 'til you vomit fire,
Wiggle 'til it whispers, wiggle 'til it hums,
Wiggle 'til it answers, wiggle 'til it comes.

Wiggle, wiggle, wiggle like satin and silk,
Wiggle, wiggle, wiggle like a pail of milk,
Wiggle, wiggle, wiggle, rattle and shake,
Wiggle like a big fat snake.

"Dimenati come una regina zingara, tutta vestita di verde, finchè la luna è azzurra, finchè la luna ti vede. Nei tuoi stivali e nelle tue scarpe, non hai niente da perdere, dimènati come uno sciame di api, sulle mani e sulle ginocchia. Dimènati davanti, di dietro, fin là fuori, finchè si apre, finchè si chiude, finchè morde, finchè taglia. Dimènati come una scodella di zuppa, come un cerchio roteante, come una tonnellata di piombo, puoi resuscitare i morti. Dimènati fino a che non sei in alto, fino a che non sei ancora più in alto, fino a vomitare fuoco, finchè sussurra, finchè mormora, finchè risponde, finchè arriva. Come raso e seta, come un secchio di latte, tintinna e trema, come un grosso grasso serpente."

A volte, solo a volte, skopro prose e poesie in ciò ke già konosko.
Appeso ad un pennello e kondannato dallo squadramento dogmistiko dell'arkitettura tradizionale ho speso le mie energie su scelte di playlist ke kondannassero le braccia alla rettitudine e la testa all'antagonismo. E tra famelici spiantati, barkollanti freestyler e katodici metrici, unghieggiando al sussurro di testo ke mi si rendeva komprensibile, ho avuto la pastellata idea di leggere Wiggle Wiggle. Poffarbakko l'intuizioni.